Pubblicità per me stesso

CoverLa quotidianità della professione è fatta anche di incombenze, piccole e grandi, che traducono in concreto lo sforzo intellettuale dell’avvocato.
Una di queste è la notificazione, cioè l’attività tramite la quale determinati atti dell’avvocato vengono comunicati ufficialmente ai naturali destinatari degli stessi.
L’organo deputato a svolgere l’attività di notificazione è l’Ufficiale giudiziario addetto all’Ufficio giudiziario competente per la causa cui l’atto inerisce.
Per ovviare al surplus di lavoro incombente agli Uffici UNEP (acronimo per Ufficio Notificazioni Esecuzioni e Protesti, ossia l’Ufficio che comprende gli Ufficiali giudiziari), ancora nel lontano 1994 venne promulgata la Legge 21 gennaio 1994 n. 53, che attribuisce anche agli avvocati (a determinate condizioni) la facoltà di provvedere in proprio alle notificazioni (cioè, senza ricorrere all’operato dell’Ufficiale giudiziario).
Come ogni (rara) buona legge, non ha incontrato il successo che avrebbe meritato, tant’è che gli avvocati che effettivamente provvedono in proprio alle notificazioni sono una minoranza.
Mettendo a frutto l’esperienza maturata sia come avvocato “notificatore” (dal 2003), sia come Consigliere dell’Ordine degli Avvocati di Venezia (dal 2010), mi sono cimentato con la stesura di un libro, che adesso esce per i tipi dell’editore Giuffrè (tra le più prestigiose case editrici del settore giuridico), nella collana “Officina del diritto” (rivolta ai professionisti del settore, con un taglio pratico senza rinunciare all’approfondimento e al ragionamento giuridico).
L’opera si intitola “Le notificazioni dell’avvocato”: mi auguro (ovviamente) che sia ben accolta e possa anche fornire un (sia pur piccolo) contributo al miglior andamento del servizio giustizia.

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